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ALLERGENI: COSA SONO?

Questa risposta anomala del sistema immunitario può quindi provocare un’allergia.

Le manifestazioni allergiche, vanno  dall’infiammazione delle mucose del cavo oronasale, congiuntivite, congestione, lacrimazioni e prurito degli occhi, naso gocciolante, tosse continua fino a alla manifestazioni di sintomi più pesanti, come quelli caratteristici dell’asma e quindi difficoltà respiratorie anche gravi. In qualche caso raro la reazione può indurre anche uno shock anafilattico con possibliità di perdita di coscienza e rischio morte.

Tra le fonti wikipedia

ALIMENTI ALLERGENI

L’uovo è una delle principali cause di reazioni avverse nei neonati a cui possono essere esposti sia consapevolmente che inconsapevolmente.

Le uova di gallina sono composte da circa 60% albume 30% tuorlo. L’albume contiene circa un 10% di proteine.

Gli allergeni principali si trovano nell’albume d’uovo: ovomucoide, ovoalbumina, ovotransferrina (chiamato anche conalbumina) e lisozima. Gli anticorpi IgE specifici dell’albume sono di solito i primi di apparire nei bambini che sviluppano malattia atopica. L’allergia all’uovo è considerata uno delle più comuni cause di reazioni IgE mediate nell’alimentazione di lattanti e bambini.

Gli anticorpi IgE specifici dell’albume sono stati trovati in più del 65% dei bambini con eczema e sintomi delle vie respiratorie.

L’albume d’uovo è spesso responsabile di sviluppo precoce di orticaria ed eczema durante l’infanzia.

Il latte  vaccino è una delle principali cause di reazioni avverse nei neonati a cui possono essere esposti sia consapevolmente che inconsapevolmente.

Le principali proteine allergeniche del latte sono: caseine, alfa-lattoalbumina e beta-lattoglobulina. Le caseine sono allergeni stabili rispetto al calore prodotto nei tipici processi di pastorizzazione.

Il latte vaccino è una delle principali cause di reazioni avverse nei neonati con prevalenza 0,5 – 7,5%.

L’asma indotta da latte di mucca è spesso osservato in infanti con ipersensibilità alimentare così come rinocongiuntiviti e a volte anche otite media sierosa.

I sintomi nei neonati si manifestano solitamente a livello gastrointestinale e dermatologico, con un eczema che spesso appare precocemente. Perdurando l’allergia al latte, i sintomi cutanei con l’età possono diminuire mentre quelli respiratori e gastrointestinali possono aumentare.

Gli infanti con precoce sensibilizzazione alle proteine del latte di mucca hanno un rischio aumentato per il successivo sviluppo di altre allergie alimentari e la sensibilizzazione agli allergeni inalati

Le arachidi, Arachis hypogaeasono una causa significativa di grave allergia alimentare negli adulti e nei bambini. Allergia all’arachide di solito inizia nell’infanzia e a differenza di altre allergie alimentari spesso persiste durante la vita dell’individuo interessato. Soltanto in circa il 20% dei bambini piccoli si svilupperà la tolleranza. Reazioni allergiche alle arachidi possono essere da lievi a moderate, ma rispetto alle reazioni ad altri allergeni alimentari è più alto il rischio di reazioni gravi o anche fatali.

Associate all’allergia alle arachidi sono stati segnalate: dermatite atopica, angioedema, asma, diarrea, nausea, vomito e anafilassi. L’orticaria può essere il sintomo più comune.

Anche se non segnalato frequentemente, l’asma può essere una caratteristica significativa dell’allergia all’arachide. Può essere utile cercare l’allergia alle arachidi in tutti i bambini con asma severa. La polvere di arachidi può agire come un allergene anche se inalata

La soiaGlycine max, è una fonte importante di proteine per chi adotta una dieta vegetariana e l’olio di soia è uno tra i più diffusi e consumati. Mentre tracce di allergeni sono praticamente assenti negli oli raffinati in altri prodotti alimentari derivati dalla soia è stata rilevata la presenza di diversi componenti antigeniche con una notevole reattività crociata con altri membri della famiglia delle leguminose.

Le reazioni allergiche alla soia sono prevalentemente gastrointestinali e dermatologiche, ma includono anche l’asma così come le reazioni allergiche gravi anche con esiti letali.

l grano è uno dei principali cereali appartenenti alla famiglia delle graminacee ed un alimento base in maggior parte delle diete mondo. Ci sono molti diversi tipi di grano, ma il Triticum aestivum è di gran lunga il più importante delle specie occidentali. Le principali proteine del grano (albumine, globuline e glutine) variano in proporzione a seconda del tipo di grano. Questa variabilità è uno dei motivi per cui le reazioni ai diversi prodotti di grano non sono omogenee. Il grano è tra i più importanti prodotti alimentari che presentano reazioni allergiche IgE mediate nei bambini. Le reazioni allergiche alle proteine del grano ingerite si manifestano a livello gastrointestinale, respiratorio e cutaneo. Le reazioni si verificano in genere entro un’ora dall’ingestione. Gli individui affetti di solito sono sensibilizzati durante l’infanzia e la reattività clinica in genere si risolve prima dell’età adulta.

L’esposizione al grano può anche causare diverse reazioni anafilattiche potenzialmente letali.

Viene riportata anche una Anafilassi Grano-Dipendente Indotta dall’Esercizio fisico (WDEIA); una grave reazione allergica IgE-mediata provocata dalla combinazione dell’ingestione di grano o di farina di frumento e intenso esercizio fisico nelle ore immediatamente successive.

Il merluzzo,Gadus morhua, è uno degli alimenti più importanti e diffusi nel mondo. Viene venduto fresco, congelato, affumicato, salato ed in scatola.

I pazienti allergici al pesce spesso hanno sintomi drammatici, come l’asma o reazioni anafilattiche.

Alcuni pazienti allergici a un pesce possono tollerare altre specie di pesci. Le reazioni allergiche al pesce sono una causa comune di allergia alimentare.

È stata riscontrata una prevalenza da circa il 10% a circa il 40% nelle popolazioni atopiche. In Norvegia l’allergia ai pesci inciderebbe sull’1/1000 della popolazione. Mentre molti bambini superano l’allergia al latte di vacca ed al bianco d’uovo, coloro che sono allergici al pesce spesso restano ipersensibili anche per tutta la vita.

Le reazioni agli allergeni del pesce sono spesso gravi. Sono segnalate in diversi studi reazioni sistemiche dopo aver mangiato pesce, ma anche dopo l’inalazione di vapore o aerosol in relazione alla cottura o dopo la manipolazione e contatto con la pelle. I pazienti estremamente sensibili hanno subito shock anafilattico per aver mangiato cibi cotti in olio di cottura o quando utensili e contenitori sono stati utilizzati in precedenza per cucinare il pesce.

L’allergia si può manifestare per tutte le specie di pesci o per alcune specie, mentre altre sono tollerate. Questo fa pensare che si tratti di allergie specie-specifiche

crostacei, in particolare gamberi (Pandalus borealis), gamberetti, gamberoni ecc. della famiglia della Crangonidae, sono considerati cibi potentemente allergenici. Sono causa di allergie sia alimentari che occupazionali, per chi lavora a loro contatto. L’allergia ai crostacei che si manifesta nell’infanzia difficilmente recede con lo sviluppo di una tolleranza.

La allergia ai crostacei è causa comune di anafilassi tra gli adulti. Sono state segnalate altre reazioni: orticaria, angioedema, sintomi respiratori e problemi gastrointestinali

La frutta a guscio, specialmente di Corylaceae (nocciole, noci, mandorle, pistacchi ecc.), è una causa comune di allergia alimentare. La sensibilizzazione allergica può verificarsi molto presto nella vita. L’allergia ai frutti a guscio ed in particolare alle nocciole può dare gravi reazioni anafilattiche.

L’allergia alla nocciola è osservata frequentemente in pazienti con allergia al polline di Betulaceae come la betulla. I sintomi di allergia alimentare in pazienti allergici al polline sono generalmente lievi e limitati alla cavità orale.L’allergia alle nocciole senza concomitante allergia al polline è meno comune, ma i sintomi tendono ad essere più severi e spesso sono sistemici. L’allergia ai frutta a guscio (noce, nocciola, noce del Brasile, noci pecan) spesso ha esordio nei primi anni di vita e generalmente persiste.

Legenda Allergeni

qui sono riportate le icone degli allergeni che si trovano su ogni prodotto nei menu dei ristoranti nostri partner 

Esigenze alimentari

Qui sono riportate le icone che indicano in maniera univoca l'appartenenza alimentare a un certo piatto/prodotto proposto da ristoratori 

OBBLIGO ETICHETTATURA UNIONE EUROPEA

  • Nell’Unione europea le etichette di tutti gli alimenti preconfezionati sono regolate dal regolamento UE N. 1169/2011

    Scopo del regolamento è quello di dare ai consumatori informazioni complete sulla composizione dei prodotti con una etichettatura esauriente, anche rispetto al rischio di reazioni avverse dovute all’assunzione di particolari alimenti.

    L’elenco di questi alimenti allergizzanti è indicato nell’allegato II.  Le sostanze o prodotti che provocano allergie o intolleranze e che vanno sempre indicati in etichetta sono:

    • (1) Cereali contenenti glutine (cioè grano, segale, orzo, avena, farro, kamut o i loro ceppi ibridati) e prodotti derivati, tranne:
    a) sciroppi di glucosio a base di grano, incluso destrosio;
    b) maltodestrine a base di grano;
    c) sciroppi di glucosio a base d’orzo;
    d) cereali utilizzati per la fabbricazione di distillati o di alcol etilico di origine agricola per liquori ed altre bevande alcoliche.
    • (2) Crostacei e prodotti a base di crostacei.
    • (3) Uova e prodotti a base di uova.
    • (4) Pesce e prodotti a base di pesce, tranne:
    a) gelatina di pesce utilizzata come supporto per preparati di vitamine o carotenoidi;
    b) gelatina o colla di pesce utilizzata come chiarificante nella birra e nel vino.
    • (5) Arachidi e prodotti a base di arachidi.
    • (6) Soia e prodotti a base di soia, tranne:
    a) olio e grasso di soia raffinato;
    b) tocoferoli misti naturali (E306), tocoferolo D-alfa naturale, tocoferolo acetato D-alfa naturale, tocoferolo succinato D-alfa naturale a base di soia;
    c) oli vegetali derivati da fitosteroli e fitosteroli esteri a base di soia;
    d) estere di stanolo vegetale prodotto da steroli di olio vegetale a base di soia.
    • (7) Latte e prodotti a base di latte (incluso lattosio), tranne:
    a) siero di latte utilizzato per la fabbricazione di distillati o di alcol etilico di origine agricola per liquori ed : altre bevande alcoliche;
    b) lattitolo.
    a) frutta a guscio utilizzata per la fabbricazione di distillati o di alcol etilico di origine agricola per liquori ed altre bevande alcoliche.
    • (9) Sedano e prodotti a base di sedano.
    • (10) Senape e prodotti a base di senape.
    • (11) Semi di sesamo e prodotti a base di semi di sesamo.
    • (12) Anidride solforosa e solfiti in concentrazioni superiori a 10 mg/kg o 10 mg/l espressi come SO2.
    • (13) Lupini e prodotti a base di lupini.
    • (14) Molluschi e prodotti a base di molluschi.

    Nel 2015 dalla commissione europea sono state redatte le linee guida per l’applicazione delle disposizioni in merito all’informazione sulle sostane e prodotti che possono causare allergia o intolleranza nel cibi preconfezionati, non preconfezionati o senza lista ingredienti.

    L’obbligo di comunicare la presenza di sostanze o alimenti allergenici vige anche per gli alimenti non preconfezionati.

    Nel caso di alimenti non preconfezionati o senza lista ingredienti, non esiste l’obbligo di comunicazione nel caso il nome dell’alimento si riferisca chiaramente ad un alimento allergenico elencato nell’allegato II, un caso tipico di dubbia interpretazione della norma ricade nei latticini e nei formaggi.

    L’obbligo di comunicazione si riferisce anche alla presenza di allergeni o allergenizzanti non immediatamente individuabili in certe tipologie di prodotto; ad esempio gelatine con proteine di pesce per addensare gli yogurt o l’albumina utilizzata per chiarificare il vino.

    L’obbligo di informare il consumatore si riferisce solo agli allergizzanti inseriti volontariamente nell’alimento. Per il rischio allergizzanti involontari o di allergeni occulti l’industria alimentare da tempo ha adottato una, non obbligatoria, comunicazione precauzionale. La comunicazione precauzionale comporta a discrezione del produttore e delle norme nazionali avvertenze del tipo.

    • Può contenere (allergene e/o fonte dell’allergene)
    • Può contenere tracce di (allergene e/o fonte dell’allergene)
    • Prodotto in stabilimenti in cui viene utilizzato (allergene e/o fonte dell’allergene)
    • Prodotto in filiere alimentari non separate, in cui viene processato anche (allergene e/o fonte dell’allergene).